Il Coaching2018-02-04T16:51:24+00:00

Il coaching professionale è una partnership, una vera e propria Alleanza, che si stabilisce tra il Cliente (Coachee) e il suo Coach allo  scopo di ispirare il Coachee –  attraverso un processo creativo, stimolandone la riflessione – a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale (ICF).

E’ nato negli anni ’80 in America (Sir John Whitmore e Timothy Gallway), dove è stato trasposto dall’ambito sportivo a quello professionale con grande successo. In Italia è arrivato ufficialmente nel 2003, con il Congresso di Stresa.
Le sue origini sono però rintracciabili già nella filosofia classica (Socrate con la la maieutica, Aristotele, Pindaro, Epicuro).

Come funziona il coaching?
Nel coaching è il Cliente stesso a trovare le proprie soluzioni e strategie, quelle più adatte a lui e al suo cammino. Il coaching  agisce come una leva, che permette di farle emergere attraverso un graduale processo di consapevolezze.
In base alla metodologia ICF infatti ogni cliente viene visto come una persona creativa e piena di risorse. Ogni coach sa che il proprio cliente ha in sé tutte le risorse necessarie per gestire e riuscire la propria vita.

Quali sono gli strumenti che il Coach utilizza per ottenere questo? Fondamentalmente:
–    Ascolto
–    Domande
–    Osservazioni

All’inizio del percorso di coaching si osserva, insieme al nostro cliente, dove egli si trova oggi e si stabilisce, di comune accordo, dove vuole arrivare domani e cosa è disposto a fare per arrivarci.
In seguito, durante ogni incontro si lavora su un obiettivo specifico (obiettivo di sessione) stabilito sempre dal Coachee, il quale, a conclusione della sessione,  definisce anche le azioni che lo porteranno di volta in volta sempre più vicino al suo Obiettivo.
L’importanza delle azioni nel coaching è data dal fatto che il suo scopo è proprio quello di far avanzare concretamente la persona verso il suo obiettivo, di portarla quindi da una situazione iniziale ad un’altra (il termine coach deriva appunto dal termine “carrozza”).

Il compito del Coach è gestire il processo di coaching, stimolando la consapevolezza e la responsabilità del cliente verso sé stesso, e mantenendone la concentrazione sull’obiettivo.
Raggiungere i risultati attesi è compito e responsabilità del cliente, poichè nessuno può sostituirsi a lui nella realizzazione della Sua Vita. Il coach è presente e lo affianca nelle varie fasi del percorso.

Le responsabilità del coach sono quindi:
– scoprire, rendere chiari ed allineare gli obiettivi che il cliente desidera raggiungere
–  accompagnare il cliente in una scoperta personale di tali obiettivi
– fare in modo che le soluzioni e le strategie da seguire emergano dal cliente stesso
– lasciare piena autonomia e responsabilità al cliente;

Quali non sono le competenze del coaching
Il coaching non è una terapia, non sono quindi di sua competenza disfunzioni psicologiche gravi, depressioni, fobie, traumi, dipendenze gravi. In questi casi è necessario rivolgersi ad uno specialista.
Il coach non è un consulente, non offre soluzioni o consigli (anche se in certi casi, ed esclusivamente col permesso del cliente, potrebbe dare qualche suggerimento).

Differenze con altre figure professionali, come specificato sul sito ICF Italia
https://www.icf-italia.org/cose-il-coaching/
Differenza con la professione di Psicologo
“Il Coach, come professionista, non svolge attività di prevenzione o cura rispetto a malattie o disagi, non ha un approccio interpretativo e non fa diagnosi di personalità, non fa valutazioni della persona di alcun genere. Può all’occorrenza utilizzare questionari solo per stimolare la consapevolezza della persona su specifici comportamenti. Inoltre non offre sostegno psicologico, bensì si concentra sulla crescita e sviluppo della persona accompagnandola nella definizione di obiettivi raggiungibili, sviluppo di consapevolezza, creazione di possibilità ed infine di scelta di un piano di azione che vada nella direzione dell’obiettivo”

Differenza con la professione di Counselor:
“La relazione di coaching rispetto a quella di counseling non è una relazione di aiuto bensì una relazione di partnership paritaria tra un Coach e un Cliente. Il Coach, come professionista, non offre soluzioni a disagi esistenziali, non esplora il passato, bensì supporta il Cliente a riconoscere i suoi modelli di pensiero e ad attivare tutte le risorse interne per raggiungere l’obiettivo da lui/lei auto definito.”

Su richiesta del Ministero dello Sviluppo Economico, si precisa che la suddetta attività professionale non rientra tra quelle relative alla professione di psicologo ai sensi dell’art. 1  della legge  18 febbraio 1989, n. 56, e che i professionisti iscritti all’associazione si impegnano a non  svolgere tali attività, salvo che siano dotati del relativo titolo professionale ed iscritti all’Ordine degli psicologi.